In letteratura si trova di tutto

Come orientarsi?

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Internet offre la possibilità di accedere a una mole immensa di informazioni medico-scientifiche, ma non tutte hanno il medesimo valore; è quindi importante capire “come muoversi”.

Quando ancora non esisteva internet, per effettuare una ricerca efficace e proficua su temi di carattere medico-scientifico si dovevano “spulciare” una a una le riviste conservate nelle biblioteche universitarie. Ora, invece, basta un semplice smartphone e in un attimo si spalanca una porta che consente a chiunque l’accesso a moltissime informazioni.

In rete si trova di tutto: articoli di riviste scientifiche, testi universitari, tesi di dottorato, presentazioni congressuali… ma anche siti per non addetti ai lavori e blog vari, non sempre completamente attendibili in quanto i contenuti possono essere condizionati sia da chi li elabora, sia dalla finalità per cui sono prodotti e pubblicati (spesso a scopi commerciali).

Come districarsi allora in questa fittissima selva di documenti e dati?

Tanti studi…

In ambito medico-scientifico un motore di ricerca molto pratico e semplice da utilizzare è rappresentato da PubMed, che consente l’accesso a migliaia di periodici biomedici e milioni di riferimenti bibliografici, spesso disponibili come abstract e in alcuni casi anche come testo integrale.

Una qualsiasi ricerca, tuttavia, può produrre un numero molto consistente di risultati… Come scegliere? A quali affidarsi? Hanno tutti la medesima valenza oppure alcuni sono più attendibili di altri?

Innanzitutto una precisazione generale: gli studi scientifici sono classificabili come primari o secondari.

  • I primari includono articoli che descrivono lavori originali, per esempio studi clinici che vengono pubblicati su riviste scientifiche, più o meno prestigiose, e sono sottoposti a processi di valutazione per verificarne l’idoneità alla divulgazione.
  • I secondari (per esempio, review, metanalisi, analisi economiche e linee guida) analizzano e/o interpretano le fonti primarie.

… ma non sono tutti uguali

Non tutti gli studi hanno il medesimo valore: in relazione alle modalità con cui sono stati condotti, alcuni hanno una rilevanza superiore rispetto ad altri. Ovviamente, questo concetto è applicabile anche a quanto reperibile in rete…

Nello specifico, le evidenze medico-scientifiche sono organizzate gerarchicamente, in ordine di importanza crescente, in una sorta di piramide a gradoni, dove le evidenze con valenza più elevata occupano i gradini più alti.

Dalla base alla cima della piramide possiamo dunque trovare editoriali e opinioni degli esperti, case report, case series, studi retrospettivi, studi prospettici, analisi critiche di singoli studi, review sistematiche e metanalisi.

Benché nell’immaginario collettivo le opinioni degli esperti di uno specifico settore rappresentino una delle fonti di informazioni più autorevoli, nella piramide delle evidenze scientifiche queste sono situate al livello più basso. Esse infatti, possono essere fortemente condizionate da convinzioni personali e quindi, sebbene rappresentino un utile spunto di riflessione, andrebbero approfondite mediante la ricerca di evidenze più solide.

I case report sono studi che descrivono e analizzano singoli casi, per esempio la situazione clinica osservata in un particolare paziente; le case series descrivono una serie di casi riferiti a uno specifico quadro clinico. Non hanno quindi un’evidenza scientifica elevata, ma possono comunque fornire spunti interessanti per altre ricerche.

Gli studi retrospettivi raccolgono ed esaminano casi/dati relativi a eventi già trascorsi al momento in cui la ricerca viene effettuata. I risultati sono considerati meno affidabili rispetto a quelli ottenuti dagli studi prospettici, che prevedono la raccolta e l’analisi dei dati riferiti a individui reclutati e monitorati per un certo periodo di tempo.

Per la valutazione dell’efficacia di un trattamento/intervento, che sia medico o riabilitativo, preventivo o terapeutico, su una popolazione con caratteristiche definite, il “gold standard” è rappresentato dai trial randomizzati, che prevedono l’assegnazione casuale del trattamento ai soggetti che vi partecipano (la randomizzazione, appunto).

Nel confronto tra più studi sperimentali, un fattore discriminante di cui tener conto è la dimensione numerica del campione: quelli condotti su popolazioni più ampie forniscono risultati certamente più generalizzabili rispetto ad altri che includono un numero di partecipanti limitato.

Nella selezione degli studi entra inevitabilmente in gioco anche il prestigio della rivista scientifica su cui questi vengono divulgati. A tal proposito non si può non menzionare l’impact factor, un indice quantitativo che esprime la frequenza con cui in media viene citato un articolo pubblicato su una determinata rivista, e ancora oggi molto utilizzato per definirne l’autorevolezza.

Infine, in cima alla piramide delle evidenze, ecco review e metanalisi. Le review sistematiche rappresentano una sintesi qualitativa di tutti i dati e le evidenze disponibili in letteratura relativamente a uno specifico argomento. Rendendo disponibile, quasi come si trattasse del capitolo di un libro, una mole consistente di informazioni, sono in grado di fornire risposte a interrogativi riguardanti, per esempio, la pratica clinica.

Di contro, le metanalisi, grazie a un’elaborazione statistica, forniscono un’analisi quantitativa che combina i risultati provenienti da più studi per individuare un unico risultato complessivo.

Insomma, ce n’è per tutti i gusti e per tutte le esigenze; l’importante è muoversi nel web con consapevolezza, conoscendo le qualità e/o le pecche di ciò che si può trovare.

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